Credo nella sincronicità degli eventi. Questa mattina meditavo sul concetto di unione espresso nella parola Yoga. Prendo da un mucchio di libri accatastati ormai da tempo in camera da letto, due calzino finiti lì ieri sera per comodità. Ecco la citazione che mi viene incontro da una dispensa ricevuta tempo addietro in un seminario di shiatzu.
Sorrido, l'universo ci parla quando meno ce lo aspettiamo ! The soul of yoga nel quotidiano...
Incontro un nuovo libro da leggere prossimamente: "Il Tao della Barca" di Ray Grigg.
mercoledì 11 gennaio 2017
domenica 18 dicembre 2016
Body Landscape - Corpo di Donna
Navigando sul web, nello specifico su Facebook, incontro un post che rimanda a delle foto certamente artistiche tuttavia il mio animo è diviso.
Guardo e riguardo le foto di Anton Belovodchenko
http://www.artfido.com/blog/womens-bodies-captured-in-stunning-bw-bodyscapes/
Ripercorro la domanda del post di streetartglobe: "Vi piace questa interpretazione del corpo femminile?". https://www.facebook.com/streetartglobe/?pnref=story
http://www.artfido.com/blog/womens-bodies-captured-in-stunning-bw-bodyscapes/
Ripercorro la domanda del post di streetartglobe: "Vi piace questa interpretazione del corpo femminile?". https://www.facebook.com/streetartglobe/?pnref=story
Non posso che ammirare la magnificenza in generale del corpo umano. L'occhio incomincia a considerare linee, ombre, pose plastiche e la meraviglia del creato sotto forma di corpo, uomo o donna che sia, cresce in me. Tuttavia se dovessi rispondere alla domanda di streetartglobe il mio sì andrebbe solo a certe foto di Belovodchenko e non ad altre.
Vi giro la domanda.
Vi giro la domanda.
mercoledì 19 ottobre 2016
La Felicità e il Benessere in vendita
Da mesi rifletto su questo tema "la Felicità e il Benessere in vendita" ed ecco che l'altro ieri un'allievo del corso Shyoga, alla fine della lezione, mi consegna un'articolo dal titolo "Il benessere in vendita"di Marzia Apice pubblicato il 22 agosto 2016 su Brescia Oggi
Come non credere nella sincronicità degli eventi? Scopro il prossimo libro da leggere...condivido coi lettori per tornare più avanti sull'argomento.
domenica 14 agosto 2016
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| Atelier di Emanuela Rovida. Qualche piccolo accorgimento prima di sfilare. |
Da Donna a Donna - The Soul of Yoga nell'essere modella per un giorno
Sabato 13 agosto 2016 tardo pomeriggio ore 18.30. Otto donne convocate nell’atelier di Emanuela
Rovida piazza Duomo Salò. Risate, chiacchiericcio, prove, fitting degli abiti creati da Emanuela. La meravigliosa
artigiana fa correre l’ago nei tessuti leggeri come le nuvole da lei
stessa prodotti, lana e seta s'incontrano in una sinfonia di fibre. Ha lavorato tanto per vedere sfilare il suo sogno oggi, le
sorridono gli occhi. Occhi che fanno
solo velatamente intravvedere la grande fatica di questi giorni.
La sfilata di donne, donne che non hanno scelto la
professione di modelle, donne della porta accanto che si misurano con il defilé, è stata chiamata in vita ed organizzata dall’Associazione Da Donna a Donna con sede a Salò.
Da donna a donna ci siamo confrontate, conosciute,
raccontate, ammirate. Ognuna con una propria frase. Sensibilità, espressività
diverse ma unica la meta Noi Donne.
Grazie dunque a tutte le donne e assieme a loro agli uomini
che ieri hanno reso possibile questa condivisione. Un nome li raggruppa tutti
Leana Massardi, presidentessa dell’associazione Da Donna a Donna.
“Chi ama non teme” la
frase scelta da tante di noi “Modelle per le Robe di Manu” da ieri accompagnerà
il mio essere donna in questa meravigliosa esistenza senza mai dimenticare le
tante sorelle meno fortunate a cui ieri è voluto andare il nostro sostegno.
Creare unione, raccontarsi, essere presenti nella gioia e
nel dolore, andare oltre senza arrendersi mai – l’anima dello yoga nell’essere
modelle per un giorno!
sabato 16 luglio 2016
Yoga in Natura......per Bacco!
Ashram di Babaji nella rossa terra di Puglia a Cisternini, tanti ma tanti anni orsono.
Un work shop intensivo di yoga con il mio amato maestro Mario Ciccarelli mi ha portato in questo luogo magico.
Sveglia alle 6 per poi partecipare alla Puja (presso la religione induista, Pūjā (dal sanscrito reverenza) è un termine che genericamente indica un atto di adorazione verso una particolare forma della Divinità, che può esprimersi in un'offerta, un culto, una cerimonia o un rito).
Meditazione, Canti, silenzi, offerte di frutti e cibo al fuoco centrale, suono della conchiglia gigante alimentata dal soffio potente di un uomo. Poi una donna passa porgendoci in mano pezzetti di ciò che mi sembrava torrone. Porto alla bocca, sciolgo sulla lingua… dolcezza, pasta ruvida di sesamo e mandorle.
Tutto il mio essere nello scoprire per la prima volta quei sapori, che pur già conoscevo ma non con questa meravigliosa intensità, è in festa.
I sensi sono amplificati, espansi dopo la meditazione e la pratica.
Assaporo e mi sento sapore allo stesso tempo. Solo dopo, durante i giorni a seguire, mi rendo conto che ho sperimentato attraverso questa esperienza, partita dalla meditazione, la pratica yoga e la puja, il senso dell’unione completa, ho vissuto Lo Yoga – l’unione.
Oggi nel 2016 desidero realizzare un’idea nata qualche anno fa, facendo tesoro di questa mia esperienza appena descritta.
Meditazione, canto, yoga immersi nella natura per poi, con tutto l’essere predisposto alla meraviglia del sentire, sperimentare il gusto, il profumo, l’incanto del succo d’uva fermentato – il vino. Liquido carico di storia e di significato simbolico dell’umano.
Ne parlai in passato a qualcuno, risata a mo' di sfottò “eh, già bella idea , prima vi ubriacate e poi fate yoga, beh, allora vengo anch'io se questo è yoga!”.No, questo per l’appunto non è yoga, yoga non è e non è mai stato l’eccesso, ma la ricerca dell’equilibrio, del rispetto, dell'ascolto e dell’unione delle cose. Provai delusione e poca convinzione nel portare avanti il progetto dopo queste reazioni.
Non ho realizzato la mia idea fino a quando ho incontrato il maestro di Tantra – Hatha Yoga Paolo Proietti. Gliene parlai quasi per scherzo. Sorpresa, meraviglia. Paolo non commentò negativamente e nemmeno i suoi colleghi-amici che resi partecipi in una nostra chat. Anzi, mi dissero: “Facci sapere quando organizzi il prossimo evento”.
Ma io quest’evento non l’ho mai organizzato prima!
Perché? Si chiede il mio essere. Perché non ci hai creduto fino in fondo, perché?
Scatta qualcosa…
Il giorno dopo mi ritrovo al cellulare a parlare con Enrico di Martino dell’azienda vinicola Cascina Belmonte (http://www.cascinabelmonte.it) per descrivergli la mia idea. Accetta. Sopralluogo: natura stupenda, boschi, prati, vigne. Il mio cuore sorride mentre scegliamo lo spazio verde con vista sui vigneti dove accogliere gli yogi e le yogini, dove si svolgerà la meditazione e la pratica e la degustazione a seguire.
“E se qualcuno proprio non vuole assaggiare il vino, abbiamo ottimi succhi naturali d’uva non fermentata”, sorride Enrico mentre mi porta verso gli alveari, con le api uscite tutte a sciamare per la grande calura. Cammino a piedi nudi nel prato ricolmo di fiori e cavallette, torno all’entusiasmo dei bambini mentre Enrico mi dice: “Io su questi prati ci giocavo da bambino”.
Scegliamo i giorni di luna piena.
Si, ci sono! Un altro dei miei sogni si sta per realizzare. Mi guardo attorno ricolma di felicità. Vedo, percepisco, annuso l’attenzione nel far crescere le vigne in modo naturale, biologico.
Tutto questo si sentirà sul palato, ne sono certa, quando gusteremo il profumo del vino e saremo gusto e colui/colei che gusta allo stesso tempo. Saremo in unione con un universo magnifico.
E allora che Yoga sia, Per Bacco!
lunedì 11 luglio 2016
George Harrison - Il sapore del sitar indiano e dello yoga nella musica dei Beatles
"e' strano vedere i musicisti pop con il sitar...George Harrison, lui veramente voleva imparare"
così diceva uno dei massimi musicista di musica indiana Ravi Shankar.
George Harrison prese lezioni di sitar (strumento a corde della musica classica indiana) da Shankar
Il Godfather of World Music ( il padrino della World Music)
come lo definiva lo stesso Harrison
Nella canzone Within you without you
il componente dei Beatles Harrison racconta l'India, lo Yoga in musica e versi
DENTRO DI TE O SENZA DI TE
Parlavamo
dello spazio tra noi tutti
e della gente che si nasconde
dietro un muro di illusione
non intravede mai la verità
poi è troppo tardi
quando muoiono
Parlavamo
dell'amore che tutti potremmo condividere
quando lo troviamo
bisogna fare del nostro meglio per tenerlo lì
con il nostro amore
potremmo salvare il mondo
se solo sapessero
Prova a capire è tutto che è tutto dentro di te
nessun altro ti può far cambiare
e a vedere che davvero tu sei solo molto piccolo
e la vita scorre dentro di te o senza di te
Parlavamo
dell'amore che è diventato così freddo
e della gente che conquista il mondo
e perde l'anima
Non sanno, non capiscono
Sei uno di loro?
Quando riesci a vedere al di là di te stesso
allora puoi trovare
la pace interiore che sta aspettando
e verrà il tempo
in cui capirai che siamo tutti uno
e la vita continua a scorre dentro di te e senza di te
(tratto da http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=6639&lang=it, con mia correzione della traduzione nell'ultima riga in quanto a mio avviso la traduzione fornita non è attinente al significato originale inglese)
mercoledì 4 maggio 2016
L'ELOGIO DELL'IGNORANZA

Mercoledì
4 maggio 2016, ore 11.45 circa, sono in viaggio per Brescia.
Uno
dei pochi momenti, l’auto, in cui riesco ad ascoltare la radio.
Giro un canale dopo l’altro alla ricerca di una musica di mio
gradimento che mi accompagni nel viaggio. Alla parola Galileo a cui
segue Festival di Padova mi fermo, anzi a ben pensarci è stato il
sostantivo “innovazione” a suscitare il mio interesse. Scopro che
da domani 5 maggio fino a sabato 7 maggio Padova ospita GalileoFestival dell’Innovazione.
Un folto programma: interventi nell’ambito di economia, scienza,
arte e cultura all’insegna dell’innovazione. Ascolto le parole
illuminate di un professore della cui esistenza non sapevo
assolutamente nulla fino ad ora: Il professor Piero Formica.
Il
suo pensiero mi fa gioire, sono assolutamente, e da tempo, della
stessa idea.
Ore
15.00 sono a casa e davanti al pc per saperne di più.
Dopo
qualche ricerca, ecco che trovo un video di una sua conferenza.
Caspita 17 minuti e 28 secondi, troppo lungo, penso, troppo lungo per
un post, eppure desidero condividere questi pensieri.
Mi
metto a scrivere dopo aver ascoltato 9 minuti e 41 secondi di
relazione del professor Formica. Decido di infischiarmene della
lunghezza e del fatto che tanti non hanno né tempo né voglia di
ascoltare un intervento così lungo.
La
teoria della sindrome del pozzo è fantastica. Dice “gli esperti
sanno sempre più di sempre meno, fino a sapere tutto di niente e più
sanno meno si fanno cose davvero nuove, ciò che invece non capita
agli ignoranti creativi”, e poi spiega: “Nella
vita si impara, si diventa esperti, ma è come entrare in un pozzo,
un pozzo di conoscenza, appunto: all’inizio c’è tanta luce
perché proviene dall’esterno, ma via via che si scende verso il
fondo, dove c’è la specializzazione, il luogo si fa più buio e si
perde la visione generale.
Nella mente del principiante ci sono tante possibilità, la
differenza la fa l’intuizione”
Scopro
la Singularity
University,
una nuova visione dell’università, non c’è più una
suddivisione in dipartimenti, ma c’è una co-evoluzione della
conoscenza. Ciascun studente può uscire da questo percorso di studi
ed essere molte cose allo stesso tempo, dice Formica: “Immagina di
vedere un geologo, ma che allo stesso tempo ha le basi per essere un
bravo scenografo… è da qui che nasce l’innovazione, occorre
mescolare sostanze equipotenti, lettere con la matematica. I ragazzi
non devono pensare all’università come ad un pezzo di carta e
sulla base di questo scegliere la facoltà, occorre far passare il
messaggio ai giovani che devono essere loro ad orchestrare gli
impulsi che gli vengono trasmessi... “.
Quanta
attinenza con lo yoga, questo elogio dell’ignoranza. Ogni volta
incamminarsi verso una posizione con l’elogio dell’ignoranza.
Ignoro come va eseguita la posizione, ho la libertà e la creatività
di scoprirlo ogni volta da
capo.
Vado
ad ascoltarmi i restanti 10 minuti di questa meravigliosa relazione!
Lina
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