Visualizzazione post con etichetta asana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta asana. Mostra tutti i post

lunedì 21 dicembre 2015

MATSYENDRA


Si narra che un giorno un pesce, nuotando nelle tranquille acque dell'oceano Indiano si trovò a passare nei pressi di una caverna e rimase affascinato da una voce melodiosa. Essa apparteneva al dio Shiva che in quel momento era intento ad illustrare alla sua amata sposa Parvati le magiche âsana da lui stesso create e riservate esclusivamente agli dei. Il pesce, ascoltando questi insegnamenti, subì una radicale metamorfosi che lo trasformò in uomo. Da allora, Matsyendra, che in sanscrito significa «pesce fatto uomo» o anche «signore dei pesci», tramandò in gran segreto le tecniche apprese dal Dio ai suoi discepoli, divenendo così il primo Yogin. La leggenda suggerisce che le origini dello Yoga si perdano nella notte dei tempi: è molto difficile risalire ad una data precisa in cui questa disciplina iniziò a diffondersi. Il termine Yoga deriva dalla lingua sanscrita e significa “unione”. L'essenza di questa scienza millenaria è il superamento da parte dell’uomo e della donna di tutti i dualismi (bello-brutto, buono-cattivo, giusto-sbagliato...). Questa nuova consapevolezza, se raggiunta, rende possibile la fusione con la parte divina dentro di noi e l’unione con tutte le altre energie dell’universo.
Il racconto illustra le fondamentali trasformazioni che l'uomo può attivamente produrre su di sé grazie alle tecniche dello Yoga. La sua pratica dona infiniti benefici a livello fisico, psichico e mentale e può aiutare a realizzare appieno le potenzialità umane risvegliando o scoprendo risorse latenti.


Lina

Immagine catturata dal web

mercoledì 21 ottobre 2015

PERCORSO e ATTENZIONE


Le posizioni dello yoga (asana) raccontano attraverso il linguaggio del corpo, e non solo, il mondo, l’immenso universo fuori e dentro di noi.

Ogni posizione offre l’occasione per sperimentarci alle prese con una essenza che è al contempo umana, minerale e vegetale. Questa essenza è partecipe del tutto e pertanto Divina, nell’accezione più ampia del termine.

Nelle varie asana possiamo poeticamente attraversare lo stato di un cigno, un leone, una montagna, un albero (come ci indicano significativamente i nomi delle posizioni). Visto in quest’ottica sarà di secondaria importanza il risultato finale dell’asana, che risulti perfetta o portata a termine a tutti i costi. 

La gioia del percorso, il cambio da uno stadio all’altro e l’attenzione per il qui e ora assurgono ad importanza primaria. 

La pratica gioiosa, e al contempo giocosa delle asana, proprio perché non vi è alcun risultato da raggiungere, trasforma l'esperienza dello yoga in una vera e propria vacanza dentro il sé.


Lina 

Immagine catturata dal web